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Anders Fogh Rasmussen, Segretario generale della Nato, ha chiesto oggi al governo di Damasco di autorizzare i tecnici delle Nazioni Unite ad indagare sul possibile utilizzo di armi chimiche in Siria: gli Stati Uniti ora sembrano essere certi dell’impiego di tali armi, di cui la Siria ne detiene il maggior arsenale al mondo, da parte delle forze del regime.
Sempre da Washington si è appresa anche l’intenzione di istituire una no fly-zone lungo il confine con la Giordania per impedire alle forze siriane di lanciare attacchi contro ribelli e rifugiati e allo stesso tempo di proteggere il personale Usa impegnato a garantire armi e addestramento ai ribelli.
Per tale progetto verrebbero impiegati gli aerei statunitensi di stanza in Giordania, muniti di missili aria-aria, ed il costo previsto sarebbe di 50 mln di dollari al giorno.
Il ministro della Difesa italiano, Mario Mauro, intervenendo a ‘Radio Anch’io’ su Rai Radio1, ha paragonato oggi la Siria alla Spagna del periodo antecedente la Seconda guerra mondiale, per cui potrebbe esservi “un incendio in tutta l’area prospiciente il Mediterraneo, di una destabilizzazione fino al Golfo Persico” che porterebbe a “una sorta di guerra mondiale”. “Per questo motivo – ha continuato il ministro – auspico che la Comunità internazionale possa anticipare i tempi della conferenza internazionale di pace di Ginevra e che al tavolo possa sedersi chiunque possa contribuire alla pace”.

