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I bombardamenti aerei dell’aviazione siriana hanno colpito forni, ospedali e altri obiettivi civili, causando oltre 4.300 morti. E’ quanto ha denunciato oggi Human Rights Watch, nel rapporto intitolato ‘Death from the Skies’, accusando il regime di crimini contro l’umanità. “I raid ordinati dal governo, che uccidono in maniera deliberata e indiscriminata civili, sembrano rientrare in una strategia di attacchi multipli e sistematici contro la popolazione civile che noi giudichiamo crimini contro l’umanità”, ha detto l’organizzazione, sottolineando come “le persone che commettono intenzionalmente violazioni gravi del diritto bellico sono colpevoli di crimini di guerra”.
Hrw ha condotto indagini in zone controllate dai ribelli in tre province siriane, trovando prove di bombardamenti contro quattro panetterie, due ospedali e altri obiettivi civili. “Villaggio dopo villaggio abbiamo incontrato una popolazione terrorizzata dall’aviazione – ha sottolineato il ricercatore Ole Solvang – questi raid illegali, che uccidono e feriscono numerosi civili, mirano a causare distruzione, terrore e sfollamento della popolazione”. Citando una rete di attivisti, Hrw ha assicurato che “i raid aerei hanno ucciso oltre 4.300 persone in tutta la Siria a partire dal luglio 2012”, data dell’inizio degli attacchi aerei. L’organizzazione ha quindi lanciato un appello alla comunità internazionale, perchè si adoperi per mettere fine alle violazioni in corso in Siria: “Human Rights Watch chiede a governi e aziende di smettere subito di vendere o fornire armi, munizioni e materiale alla Siria, alla luce delle prove schiaccianti del fatto che il governo siriano sta commettendo crimini contro l’umanità, fino a quando la Siria non smetterà di commettere questi crimini”.

