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Dati come ormai giunti a pochi chilometri da Tabqa, nella provincia di Raqqa, i militari siriani sono stati respinti nelle ultime ore dai jihadisti dell’Isis, i quali non hanno esitato a mandare contro di loro minorenni imbottiti di esplosivo.
Lo ha reso noto l’Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione con sede a Londra e vicina alle opposizioni ma che ha dato prova in più occasioni di avere il polso della situazione.
Nel contrattacco i jihadisti hanno ucciso almeno 40 militari e, da quanto si è appreso, a Tabqa sono giunti consistenti rinforzi dell’Isis da Raqqa.
L’operazione per prendere Tabqa, importante per l’invaso sull’Eufrate e per la base aerea militare e strategica per la sua posizione a 50 chilometri da Raqqa, ha preso il via ai primi di giugno: la sua conquista è decisiva per arrivare ad una delle roccaforti principali dell’Isis, che è appunto Raqqa.
A sostenere i regolari vi sono gli Hezbollah libanesi e soprattutto i raid russi, ma fonti riferiscono di un accordo tra Mosca e Washington per cooperare alla presa di Raqqa con i curdo-siriani e le milizie dell’Sdf, appoggiati dagli Usa ed impegnati nell’offensiva da nord, al momento fermi a Bambice (Manbij).

