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Nel caos siriano, dove ormai è un tutti contro tutti, ovvero esercito governativo (che guadagna terreno ogni giorno) alleato di Hezbollah libanesi e di pasdaran iraniani contro insorti a loro volta contro gli jihadisti legati ad al-Qaeda ma fratturati in fazioni in lotta, i ministri degli Esteri di 11 paesi europei si sono comunque voluti incontrare a Londra con le opposizioni a Bashar al-Assad nella conferenza degli “Amici della Siria”, gruppo un tempo assai più numeroso.
L’occasione è data dalle imminenti elezioni siriane, le quali vedono la rielezione certa dell’attuale presidente.
Fra le proposte vi è quella portata dal portavoce del Dipartimento di Stato americano Jen Psaki di aumentare l’impegno in Siria, ovvero “un maggiore sostegno all’opposizione, di far fronte alla crisi umanitaria o di esercitare maggiori pressioni sul regime siriano”.

