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Nel giorno in cui ha inaugurato la Grande moschea di Mosca, la principale delle otto della capitale, ristrutturata con i soldi del governo, il presidente russo Vladimir Putin è intervenuto sul conflitto siriano ed in particolare sulla lotta all’Isis, affermando che “Mosca guarda con ottimismo alla possibilità di unione delle forze nella lotta contro l’Isis”. Putin ha anche confermato il canale aperto con Washington, come pure che “è iniziato il dialogo”, dal momento che”anche gli Usa hanno capito che, senza contatti, la situazione non può che degenerare”.

Intervistato per AskaNews Putin ha ribadito che “servono passi concreti”, ed ha fatto notare che “Con sorpresa vediamo le reazioni dall’Occidente”, dove il sostegno russo a Bashar al-Assad viene percepito con sempre meno disagio.

Il presidente russo ha quindi constatato l’inefficacia della coalizione anti Isis, “dimostrata dai dati sulla liberazione degli ostaggi, sul ripetersi degli attentati, sul flusso dei rifugiati che non è semplicemente routine quotidiana”. Ed anche il ministro italiano della difesa Roberta Pinotti ha comunicato che ad ottobre si vedrà con il segretario alla Difesa Usa Ashton Carter per esprimere preoccupazione per come sta funzionando la coalizione anti Isis.

L’intervento russo è dato da più parti come cosa ormai prossima, tanto che Mosca sta inviando a Latakia mezzi e uomini, ed ha allettatola propria base a Tartus.

Giovedì il ministro della difesa russo Sergei Shoigu Carter si è sentito al telefono proprio con Carter per discutere del possibile intervento in Russia, ed anche Putin ha assicurato a Netanyahu che “La Russia agirà in Medio Oriente in maniera responsabile” anche per garantire che non vi siano effetti collaterali su Israele.