Adnkronos/Dpa, 10 giu 12 –
Israele alza i toni contro la Siria. Sia il presidente Shimon Peres, che il primo ministro Benyamin Netanyhu e il suo vice Shaul Mofaz hanno pronunciato oggi dure parole di condanna dei “massacri” di civili perpetrati dal regime del presidente sBashar Assad, dopo che Israele ha per molto tempo evitato di commentare gli eventi in Siria. In Siria “viene perpetrato un massacro, ha detto oggi Netanyahu in conisglio dei ministri. “Il massacro non e’ soltanto compiuto dal governo siriano, ma anche dall’Iran e gli Hezbollah. Il mondo deve guardare a questo asse del male, in modo che tutti capiscano in che mondo viviamo”, ha aggiunto. Il vice primo ministro Shaul Mofaz, del partito centrista Kadima, e’ andato anche piu’ lontano chiedendo un intervento dell’Occidente. “Un crimine contro l’umanita’, un genocidio, sta avvenendo in Siria. Il silenzio delle potenze mondiale e’ una sfida alla logica. Non molto tempo fa, le potenze hanno deciso un intervento militare in Libia. Qui, la conclusione necessaria e’ un intervento immediato per rovesciare il regime di Assad”, ha detto Mofaz alla radio dell’esercito. Il vice premier ha sottolineato che Israele “non puo’ farsi coinvolgere, per motivi comprensibili”. E ha aggiunto: “l’Occidente deve porsi una domanda: cos’altro deve sucecdere in Siria? Quali altri orribili immagini devono essere mostrate in televisione prima che si decida di agire?”. Anche il presidente Shimon Peres ha chiesto un intervento internazionale per salvare “donne, bambini e vecchi”, definendo quanto accade in Siria “uno scandalo senza precedenti”. “Ho molto rispetto per i ribelli che ogni giorno scendono in strada sotto le pallottole e spero che vincano”, ha affermato. A lungo i vertici politici israeliani si sono astenuti da ogni commento sulla Siria, paese confinate con il quale non e’ mai stata siglata la pace. Da anni la situazione alla frontiera fra i due paesi e’ relativamente tranquilla e Israele sembrava temere soprattutto l’incertezza di un possibile cambiamento di regime.

