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Dopo l’evidente fallimento dell’incontro tra il segretario di Stato Usa John Kerry con ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov dello scorso 27 agosto, l’inviato dell’Onu per la crisi siriana Staffan de Mistura è intervenuto oggi per ribadire la necessità che le due superpotenze continuino con il dialogo, cosa che potrebbe fare una “vera differenza” sia per portare gli aiuti umanitari alla martoriata Aleppo, sia per riprendere il processo volto ad individuare una soluzione politica del conflitto.
“Le loro conclusioni – ha spiegato de Mistura alla stampa dopo aver parlato per un’ora con Lavrov – potrebbero fare la differenza per rilanciare la fine delle ostilità (…) e avere un impatto importante per l’accesso umanitario, e tutto ciò avrà conseguenze conseguenze positive sul modo in cui sarà rilanciato il processo politico”.
Lavrov e Kerry sono in questi giorni a Ginevra intenti a trovare la quadratura del cerchio ed a individuare le risposte che tutti aspettano dopo 5 anni di conflitto costato la vita a 300mila persone e milioni di profughi.
Incominciate alcuni mesi fa, le operazioni siriane su Aleppo sono state un attacco preventivo dopo che i satelliti russi avevano permesso di appurare l’ammassamento di jihadisti pronti a lanciarsi in un’offensiva. Si trattava dei miliziani di Jabat al-Nusra (oggi Jabhar Fath al-Sham), diramazione siriana di al-Qaeda e come tale esclusi dalla tregua del 27 febbraio, e dei loro alleati di Jaysh al-Islam e di Ansar al-Sham, i quali, pur sedendo all’ormai saltato tavolo delle trattative di Ginevra in forza alla composita delegazione delle opposizioni (Hnc), non hanno rispettato la tregua ed hanno continuano a combattere.

