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Il segretario di Stato Usa John Kerry è intervenuto in vista del vertice sulla Siria che si terrà domani a Vienna e che vede, tra le proteste dell’Arabia Saudita, la partecipazione dell’Iran. Al tavolo saranno inoltre presenti la Russia, la Turchia e l’Egitto, ovvero i paesi che hanno un ruolo nel conflitto in corso in Siria, poiché, come ha precisato Kerry, “è necessario trovare una via d’uscita da quest’inferno”.

Kerry ha osservato che “Un siriano su 20 è stato ucciso o ferito, uno su cinque è un profugo e uno su due è sfollato. L’aspettativa media di vita in Siria si è abbassata di 20 anni”.

Per quanto riguarda la posizione contrapposta a quella della Russia, per cui Washington appoggia i ribelli moderati (terminologia alquanto molto vaga, se si pensa alle sfumature che arrivano ai gruppi jihadisti) e Mosca il governo di Damasco, Kerry ha fatto notare che entrambi vogliono una Siria unita e non fondamentalista, in cui i cittadini possano scegliere i propri leader attraverso libere elezioni.