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La Russia, alleata di Damasco (a Tartus ha una fornitissima base navale e militare, fino a poco fa l’unica in un panorama che dal Marocco al Kirghizistan, con esclusione di Siria e Iran, vedeva basi statunitensi) approfitta della guerra internazionale ai terroristi dell’Isil in Iraq per colpire gli stessi in Siria.
Lo ha annunciato a margine della conferenza di Parigi il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, il quale ha fatto sapere che la Russia fornirà assistenza militare e altre forme di assistenza alla Siria e all’Iraq nella guerra al terrorismo.
Gli Stati Uniti e l’Ue hanno sempre paventato che prendere iniziative in Iraq contro l’Isil avesse di fatto dato il via libera ad un’azione di Mosca, che avrebbe avuto come effetto la diminuzione della pressione dei gruppi qaedisti e delle opposizioni sull’esercito di Damasco.
Lavrov ha anche spiegato che verrà prestata assistenza agli altri partner dell’area, ovvero al Libano, allo Yemen, alla Giordania e all’Egitto, dove è in costruzione una nuova base russa ad Alessandria dopo la rottura delle relazioni degli Stati Uniti con il Cairo dovuta all’appoggio degli Usa ai Fratelli Musulmani.
Il ministro russo ha comunque precisato che il suo paese prenderà parte all’azione della comunità internazionale solo se sarà sotto l’egida dell’Onu e con la partecipazione dei due paesi interessati.

