TMNews, 8 mar 13 –

Non c’è “assolutamente” alcuna possibilità che la Russia inviti il presidente siriano Bashar al Assad a fare un passo indietro. Lo ha chiarito il ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov, in un’intervista esclusiva rilasciata alla Bbc. La Russia, ha aggiunto il capo della diplomazia, non partecipa alla “partita per il cambio di regime” nel Paese. Il principale gruppo dell’opposizione, la Coalizione nazionale siriana, insiste da tempo per le dimissioni del presidente Assad come precondizione per lo svolgimento di qualunque negoziato.

Lavrov è atteso a Londra la prossima settimana per colloqui con il segretario del Foreign Office, William Hague. Sia Downing Street sia il Cremlino hanno fatto sapere che la Siria sarà in cima all’agenda dei colloqui. La Russia è alleato di vecchia data del regime siriano, nonchè principale fornitore di armi per il Paese. Mentre c’è accordo sul fatto che la soluzione negoziata debba essere la strada da percorrere, Lavrov ha detto alla Bbc che è fuori questione che la Russia chieda ad Assad di dimettersi. “Posso soltanto dire – ha spiegato – che non spetta a noi decidere chi debba guidare la Siria. Spetta ai siriani deciderlo”.

Alla domanda se ci fosse qualche possibilità che la Russia sollecitasse il presidente Assad a farsi da parte, Lavrov ha risposto: “Assolutamente no. Sapete che non partecipiamo alla partita per il cambio di regime. Siamo contro ogni ingerenza nei conflitti interni”. Il ministro degli Esteri ha aggiunto che questo è un punto di principio e che, in ogni caso, il presidente Assad non ha intenzione di dimettersi. E quando gli è stato chiesto se ci fossero punti di contatto tra Gran Bretagna e Russia sulla Siria, Lavrov ha risposto: “Non credo che siamo molto distanti per quanto riguarda l’obiettivo finale. Vogliamo tutti e due che la Siria sia unita, sia democratica. Vogliamo tutti e due che il popolo siriano scelga liberamente il modo in cui vorrebbero fosse amministrata la loro posizione. Questa è stata la posizione russa…dall’inizio della crisi”. Lavrov ha spiegato di apprezzare alcuni “elementi costruttivi nella recente posizione della Coalizione nazionale siriana. Il leader della coalizione sta parlando del suo interesse verso il dialogo”. Damasco, ha aggiunto il ministro degli Esteri russo, ha ribadito “la sua prontezza a far altrettanto, compresi quanti stanno combattendo sul terreno. Penso che dobbiamo incoraggiare questo orientamento su entrambi i fronti”. Simili sviluppi, ha preannunciato, saranno discussi nei dettagli con William Hague. Secondo le stime delle Nazioni Unite, circa 70mila persone sono morte in Siria dall’inizio della rivolta contro il presidente Assad quasi due anni fa. L’Onu ha aggiunto che circa un milione di siriani sono invece fuggiti all’estero, mentre gli sfollati sono circa due milioni e mezzo.