di Guido Keller

Mentre sono in viaggio le navi dirette a Gioia Tauro per il trasbordo delle armi chimiche siriane sull’attrezzata statunitense Cape Ray per l’eliminazione nelle acque internazionali, si apprende da fonti dell’Opac, l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, che solo una piccola parte dell’arsenale letale sta effettivamente lasciando il paese, ovvero 32 tonnellate dei veleni più tossici contro i 700 ancora presenti nel paese mediorientale.

Le cose procederebbero quindi con un clamoroso ritardo rispetto alla tabella di marcia prefissata che avrebbe visto nel 5 febbraio la presa in carico delle armi chimiche, per cui l’Aja sta sollecitando il governo di Damasco ad accelerare le operazioni di preparazione e di imbarco delle 700 tonnellate di agenti tossici e delle 500 di precursori (ovvero dei reagenti che vanno mescolati per rendere letali i veleni) denunciate ed individuate; le 122 tonnellate di alcool isopropilico, prodotto molto comune in quanto utilizzato nella quotidianità un po’ ovunque, rimarranno nel paese.