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Nonostante la drammatica situazione umanitaria, continuano intensi i bombardamenti su Aleppo est da parte degli aerei russi e siriani. La parte della orientale della città è in mano ai qaedisti di Jabhar Fah al-Sham (ex Jabat al-Nusra) e ai ribelli salafiti di Yaish al-Islam e di Ansar al-Sham, i quali hanno respinto la tregua del 10 settembre e mantengono le loro posizioni in quartieri densamente abitati.
La russa Ria Novosti ha reso noto che le truppe regolari sono riuscite a prendere il controllo di una parte del quartiere al-Farafira, nel cuore della città antica.
Sulla crisi in corso è intervenuta oggi la cancelliera Angela Merkel, la quale in conferenza stampa congiunta con il primo ministro della Malesia, Najib Razak, ha detto che “La brutale violenza contro la gente in Siria, contro la popolazione civile è arrivata a un livello assolutamente inaccettabile. Tutti gli sforzi sono pertanto necessari per cercare di ottenere un altro cessate il fuoco. Io stessa sono scettica sul fatto che in questa situazione si possa applicare una no-fly zone. Dipende chiaramente dal regime di al-Assad come anche dalla Russia, fare un passo affinché migliorino nuovamente le chance per la tregua e gli aiuti umanitari”.
La questione della no-fly zone è stata tirata fuori di recente dagli Usa.
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha invece proposto nei giorni scorsi l’invio di aiuti umanitari via aerea alla popolazione stremata, poiché, come è successo in passato, con i carichi umanitari via terra potrebbero arrivare ai jihadisti armi ed equipaggiamenti, che comunque continuano ad affluire. La cosa non ha riscosso l’interesse delle potenze occidentali.

