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I militari di Damasco, coadiuvati dai miliziani libanesi Hezbollah e dai raid aerei russi, hanno terminato la riconquista della città strategica di Salma e delle aree circostanti, nella provincia di Latakia.
Fin dal 2012 nella città i jihadisti di Jabat al-Nusra, diramazione siriana di al-Qaeda, avevano istituito la loro roccaforte.
Come ha affermato il generale Sergei Rudskoi, capo delle operazioni dell’esercito russo, sono ben 200 le località situate sulle colline circostanti Salma riportate sotto il controllo dell’esercito regolare, mentre un ufficiale siriano ha spiegato che “Abbiamo organizzato unità speciali montate su moto per attraversare zone difficili e pietrose e occupare posizioni tattiche vantaggiose” e che “Siamo riusciti a infliggere pesanti perdite alle milizie islamiste, limitando le nostre. Ma indispensabile si è rivelato il coordinamento con le missioni di bombardamento dell’aviazione russa”.
Infatti nell’estate è stato firmato un accordo – di cui si è saputo solo in questi giorni – fra la Siria e la Russia che sostanzialmente dà carta bianca in modo illimitato a Mosca per un dispiegamento di forze. Va tuttavia detto che a Tartus esiste fin dai tempi dell’Unione Sovietica una fornitissima base militare russa.
Secondo una geometria, infatti, gli Usa hanno proprie basi in tutti i paesi dal Marocco al Kirghizistan, con esclusione di Siria e Iran, e fino a poco fa anche di Iraq e Afghanistan; si tratta di una linea orizzontale, tagliata perpendicolarmente da una verticale che vede basi russe nel proprio territorio, in Crimea, in Siria e in Egitto.

