di Ehsan Soltani –
Il generale Mohsen Saeed Hussein, uno dei più importanti comandanti dell’esercito siriano, è rimasto ucciso nei pressi di Haql al-Shaer, a circa 110 km a est di Homs. Era a capo della brigata “Soqur al-Sahara” (Falchi del deserto), un’élite di intervento rapido usata da Bashar al-Assad nelle zone di crisi e nelle città in procinto di cadere.
Come hanno spiegato fonti dell’esercito, i “Falchi del deserto” sono stati inviati a Haql al-Shaer per contrastare l’avanzata dell’Isis e per combattere i jihadisti fuori dalla città. Tuttavia, dopo uno scontro pesante, quasi tutti i militari sono rimasti uccisi o sono stati fatti prigionieri.
Hussein era inoltre vicecapo della sezione “Intelligence e sicurezza del deserto” dell’esercito siriano, una delle più importanti organizzazioni di intelligence e di sicurezza militare della Siria ed in passato era stato in grado di sconfiggere l’Isis a Kasab, nella regione di Laodicea, e quindi di prendere il controllo della città
Il suo corpo stato sepolto nella città del al-Sisiniyah, dove è nato.
Per l’esercito regolare siriano la città di Haql al-Shaer riveste un ruolo fondamentale nella difesa della parte centrale del paese, la quale include a nord Aleppo, Hama e Homs nel centro, Laodicea (la principale città portuale della Siria) a ovest, Rif e Damasco a sud.
Le montagne di Jabal al-Shaer rappresentano l’ostacolo principale per avanzare contro i jihadisti dello Stato islamico e penetrare nel loto territorio spingendosi verso nord, nello specifico vero la zona strategica di Aqirbat, che rappresenta la linea di collegamento per il salvataggio e il soccorso in direzione di al-Raqqa, considerata la capitale dello Stato Islamico, situata nella regione di Deir el-Zor.
La particolare geografia della zona e l’orografia di Jabal al-Shaer premette a terroristi dell’Isis di nascondersi fra le montagne e di organizzare regolarmente attacchi contro i loro obiettivi.
Nei dintorni di Jabal al-Shaer vi sono decine di piccoli villaggi abitati da diverse ernie che hanno prestato aiuto e appoggio ai miliziani dell’Isis; l’occupazione dell’area rappresenta per lo Stato Islamico una necessità strategica che permette di appoggiare i propri gruppi affiliati nel deserto di del Deir el-Zor e di al-Raqqa. Inoltre da lì l’Isis potrebbe attaccare la città di Palmira (Tadmor) e controllare l’aeroporto militare e strategico T-4, il principale dell’esercito, da dove vengono gestite le operazioni logistiche per i soldati siriani impegnati a Homs, Hama e Aleppo.
Il controllo di Jabal al-Shaer permette infatti di sviluppare le azioni verso le montagne di Jebel Shumriya, nel sud, e quindi potenzialmente di conquistare l’aeroporto militare.
Inoltre a Jabal al-Shaer sono presenti enormi giacimenti di petrolio e di gas: per questi motivi il governo di al-Assad sta ricorrendo al massimo della prpria potenza per non perdere di nuovo Haql al-Shaer e Jabal al-Shaer.

