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I jihadisti dell’Isis hanno distrutto oggi l’Arco di trionfo di Palmira, il quale, come ha comunicato il sovrintendente alle antichità siriane Maamoun Abdulkarim, “era stato minato alcune settimane fa”.

L’azione dei jihadisti non è tuttavia da leggersi in chiave iconoclasta, cioè di distruzione delle cose profane, bensì per dare all’opinione pubblica internazionale l’immagine della loro determinazione ed anche per vendere al mercato nero le opere trafugate.

Il Daesh (Isis) ha preso il controllo di Palmira, importante per la posizione strategica che potrebbe permettere un’offensiva su Damasco, il 24 maggio scorso, dopo una battaglia costata oltre 400 morti: da giorni si parla di un’iniziativa dei governativi per riprendere il controllo dell’area, che però non vi è ancora stata.

Il 4 settembre sono stati distrutte dai jihadisti alcune tombe di epoca romana, il 24 agosto il celebre tempio di Baal Shamin e il 31 agosto il Tempio di Bel.

“Hanno minato anche altri monumenti” fa sapere Maamun Abdulkarim, secondo il quale “Isis ha pianificato la distruzione della città, vuole raderla al suolo” e i prossimi gioielli dell’archeologia che rischiano la demolizione “sono l’anfiteatro ed il colonnato”.