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Il ministro degli Esteri Emma Bonino è intervenuta sulla Siria, convinta, a differenza di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, che sarebbe un errore vendere armi ai ribelli: “Non è il caso di far esplodere una vera polveriera fornendo ulteriori armi in una regione già piena di armi – ha affermato il ministro -, in una zona di grande conflitto tra sciiti e sunniti e con implicazioni regionali importanti”.

Ai microfoni di Radio24 Bonino ha spiegato che il regime di Bashar al-Assad “ha alleati potenti, più vicini e un po’ più lontani. Ed e’ proprio per questo che io non credo ad una soluzione militare. Anzi, mi preoccupa molto che ci siano ormai infiltrazioni di gruppi molto ben definiti che sono di stampo jihadista, per non dire veri e propri al-Qaeda, che lottano contro il regime, ma per una guerra interna tra sciiti, sunniti, alawiti”, per cui “dobbiamo renderci conto che l’estensione di tutto questo conflitto è gigantesca”.

Per il ministro è quindi necessaria un’opposizione siriana che superi le frammentazioni e le fragilità attuali, ovvero più “più strutturata, più inclusiva”. Inoltre, “per quanto sia inaccettabile il regime torturatore di al-Assad – ha concluso la titolare della Farnesina – il problema è capire anche che succede dopo, in modo da non avere una situazione di uno stato senza una gestione, con il pericolo che si spezzetti in tre stati diversi”.

Dello stesso avviso è anche il cancelliere tedesco Angela Merkel, la quale ha fatto sapere che la Germania non consegnerà armi ai ribelli, nonostante “il desiderio di porre fine ai morti e al regime di Assad sia certamente comprensibile per chiunque abbia un cuore”.