di C. Alessandro Mauceri

Siria unhcr“In un conflitto che presto entrerà nel suo quinto anno, 4,8 milioni di siriani, ovvero circa il 40% dei 12 milioni di civili che hanno bisogno di aiuto, sono difficili da raggiungere”: è questo il nuovo allarme lanciato dal sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, Kang Kyung-wha, riferendosi al problema dei profughi siriani. Si tratta del secondo allarme lanciato dalle Nazioni Unite in pochi giorni riguardante gli aiuti umanitari ai profughi (l’atro è stato quello per la ricostruzione dei danni prodotti dai bombardamenti israeliani a Gaza).

E ancora una volta il problema è di natura strettamente economica: l’agenzia dell’Onu ha previsto per gli aiuti 2,9 miliardi di dollari, solo quest’anno, ma i rifugiati “hanno ricevuto meno della metà di questa somma già reclamata, invano, lo scorso anno”. Una situazione resa ancora più difficile dalle temperature invernali particolarmente basse. “Per mancanza di mezzi – ha sottolineato Kang Kyung-wha – in inverno, centinaia di migliaia di persone sono state lasciate fuori” dalle operazioni umanitarie.

A questa situazione di estremo disagio da qualche giorno si è aggiunta l’impossibilità per gli organismi preposti di distribuire cibo ai civili rifugiati in alcune aree controllate dagli estremisti sunniti. Aiuti, peraltro, resi difficili anche dalle dimensioni delle “città di rifugiati”: in quattro anni il numero dei siriani in stato di necessità è passato da 1 a 12 milioni. Di questi 7,6 milioni si trovano ancora in Siria, mentre altri 3,8 milioni di rifugiati sono accampati nei Paesi limitrofi, Giordania, Libano e Turchia.