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La Russia vuole portare la Turchia davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per la presenza non autorizzata di “tre unità militari turche dotate di armi pesanti”, come è stato descritto dal portavoce delle Unità per la mobilitazione popolare (Pmu, milizie sciite). Le proteste delle autorità di Baghdad si arricchiscono quindi dell’appoggio di un menbro con diritto di veto, che ha espresso l’intenzione di chiedere una sessione a porte chiuse per affrontare la questione.
Dal ministero degli Esteri turco è stata comunicata l’intenzione di non incrementare il piccolo contingente, ma nel contempo di non volerlo ritirare, anche perchè “il ministro ha ribadito il rispetto di Ankara per l’integrità territoriale dell’Iraq”.
Certamente pesa la crisi per il Sukhoi abbattuto da due F-16 turchi il 24 novembre, come pure il fatto che Mosca sostenga il siriano Bashar al-Assad, mentre Ankara ne vorrebbe la destituzione.
Ieri il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha definito “una provocazione” il passaggio attraverso lo Stretto del Bosforo della nave d’assalto anfibio classe Ropucha “Caesar Kurnikov”, per cui il premier Ahmet Davutoglu ha convocato l’ambasciatore russo.
Sempre sull’Iraq c’è da segnalare l’avanzata dell’esercito, supportato da “osservatori” iraniani, da milizie popolari di ogni genere, su Ramadi, la città nel nord del paese presa dall’Isis lo scorso maggio.

