di Viviana D’Onofrio

La Nato non invierà truppe di terra in Siria per combattere i militanti dello Stato Islamico. Questo è quanto dichiarato dal segretario generale dell’Alleanza atlantica Jens Stoltenberg, secondo il quale un’operazione di terra “Non è all’ordine del giorno della coalizione e degli alleati della Nato“.

Stoltenberg ha inoltre manifestato l’intenzione della Nato di offrire il proprio aiuto alla Libia, dichiarando che l’Alleanza Atlantica sarebbe pronta ad assistere un governo nazionale, qualora quest’ultimo ne facesse richiesta. “Non stiamo discutendo di una nuova grande operazione militare in Libia, e del resto non mi sentirei di raccomandarlo. Ma se si formerà un governo di unità nazionale, siamo pronti ad aiutarli fornendo assistenza”, ha detto il segretario generale. Quest’ultimo ha anche sottolineato che non siamo di fronte ad una guerra tra occidente e mondo islamico, ma piuttosto contro l’estremismo e il terrorismo, illustrando anche la necessità di una nuova strategia “flessibile” nella lotta globale al terrorismo, dove non conta tanto mostrare la bandiera quanto aiutare le forze locali, dal momento che “I musulmani sono in prima linea in questa guerra. La maggior parte delle vittime è musulmana e la maggior parte di coloro che lottano contro Daesh (Isis, ndr.) è musulmana. Alla fin fine noi non possiamo combattere al posto loro“.

La Nato aiuterà, infine, i suoi alleati, in particolare la Turchia, a sviluppare ulteriormente il sistema di difesa aerea. “La Turchia vive una situazione difficilissima essendo confinante con l’Iraq e la Siria. È l’alleato più colpito dalla crisi in Medio Oriente. Ha accolto più di due milioni di profughi. Ogni nazione ha il diritto di difendere e proteggere la propria integrità territoriale, incluso lo spazio aereo. Avevamo una presenza militare in Turchia prima dell’incidente con l’aereo russo al confine con la Siria. Prima di Natale adotteremo un pacchetto di misure per la Turchia”, ha affermato Jens Stoltenberg.