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La Russia è tornata a colpire in Siria le posizioni dei qaedisti di Jabar Fath al-Sham (ex Jabat al-Nusra) con missili lanciati da una nave di stanza nel Mediterraneo: lo ha comunicato il ministero della Difesa di Mosca, specificando che si è trattato di “tre lanci di missili da crociera Kalibr contro obiettivi del gruppo terroristico di Jabhat al-Nusra in Siria”.
Dal comunicato si è appreso che gli obiettivi, centrati e distrutti, sono stati un punto di comando e una base dei terroristi nei pressi del villaggio di Dar Taaz, e un impianto per la produzione di munizioni per mortai nella provincia di Aleppo. Sempre il ministero ha puntualizzato che il lancio dei missili è avvenuto su un’aerea disabitata.
Il portavoce del ministero Igor Konashenkov ha poi smentito che siano stati aerei russi a bombardare il 17 agosto al- Katerji, quartiere di Aleppo, dove è stato estratto dalle macerie il piccolo Omran la cui foto in ambulanza è diventata virale.
Konashenkov ha spiegato che “La situazione critica, in cui si trovano oggi, non per loro volontà, tutti i bambini trattenuti dai terroristi è senza dubbio una tragedia. Tuttavia, l’uso cinico di questa tragedia da parte di alcuni media occidentali, con materiale stereotipato di propaganda anti-russa, non è altro che un crimine morale”. “Abbiamo – ha continuato il generale – più volte sottolineato che i mezzi dell’Aviazione russa nella Repubblica araba di Siria non colpiscono mai obiettivi nelle località popolate. Questo riguarda anche il quartiere di al-Katerji, menzionato dai mass media occidentali, e che è adiacente a due corridoi per il passaggio sicuro dei cittadini locali, aperti di recente nell’ambito delle operazioni umanitarie russe”.

