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Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha confermato che il premier israeliano Benjamin Netanyahu sarà a Mosca per incontrare il presidente Vladimir Putin il prossimo 21 settembre. L’occasione sarà per discutere di relazioni bilaterali ma anche di Siria, dopo la richiesta formulata da Tel Aviv di un colloquio per affrontare il tema della presenza di addestratori russi in Siria, come pure della fornitura di armi e di equipaggiamenti all’esercito di Bashar al-Assad. Per Netanyahu tali forniture potrebbero finire nelle mani sbagliate ( o comunque comportare un aumento delle spedizioni di armi ai jihadisti da parte dei sostenitori del gruppo terrorista.
La preoccupazione del premier israeliano è in particolare che le armi possano finire agli Hezbollah libanesi, nemici giurati di Israele e nel conflitto siriano alleati di Damasco: già in passato i caccia israeliani hanno colpito convogli di armi che dalla parte della Siria controllata da al-Assad erano diretti in Libano.
Nonostante esista non da oggi a Tartus, sulla costa siriana, una base militare russa fornita di navi, sottomarini, lanciamissili e mezzi vari, il primo vice capo di stato maggiore russo Nikolai Bogdanovsky ha riferito oggi in una conferenza stampa che “Al momento non c’è il piano” di cerare una base militare aerea in Siria, “Ma tutto può succedere”.
