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Per il ministro degli Eteri della Russia, Sergei Lavrov, la no-fly zone prospettata dagli Stati Uniti lungo il confine con la Giordania e che si estenderebbe in Siria per quaranta chilometri, “violerebbe il diritto internazionale”. L’idea di Washington era quella di interdire lo spazio aereo per proteggere i ribelli siriani e i rifugiati in prossimità del confine giordano, piano che sarebbe stato attuato con un impegno di spesa di 50 mln di dollari al giorno ed impiegando gli aerei da caccia statunitensi di stanza nel paese di Amman.

Lavrov, che visti gli interessi russi in Siria ostacolerebbe così il piano americano, ha osservato che “non serve certo un esperto” per dimostrare che il piano Usa sarebbe comunque un intervento diretto sul territorio siriano.