di Marco Paganelli

Israele cacciaLa tv di Damasco ha riferito oggi che alcuni aerei da guerra di Tel Aviv hanno compiuto nelle scorse ore due raid aerei in cui hanno colpito un obiettivo (probabilmente un aeroporto) nella regione di Dimas, vicino al confine con il Libano, e un altro nei pressi dello scalo della capitale.

Un tweet di un giornalista del quotidiano israeliano Haaretz ha confermato l’operazione citando l’agenzia di stampa ufficiale “Sana”, controllata dal governo di Bashar al-Assad, che aveva testimoniato la distruzione di due target parlando di “un attacco palese alla Siria”; alcune fonti libanesi hanno confermato che in giornata velivoli israeliani hanno sorvolato il loro spazio aereo.

L’esercito siriano ha denunciato la presenza di danni materiali e ha assicurato che non ci sono state vittime, dichiarando al contempo che l’evento odierno ha aiutato i terroristi di al-Qaeda.

L’Osservatorio per i Diritti umani, organizzazione vicina alle opposizioni e con sede a Londra, ha fatto sapere che i cittadini di Damasco hanno udito una decina di esplosioni; alcuni attivisti dell’opposizione moderata hanno pubblicato su internet, in merito, alcune foto.

Le autorità israeliane, come sempre in tali casi, non hanno voluto commentare queste informazioni; esse in passato hanno compiuto azioni simili (l’ultima nel maggio dell’anno scorso) per eliminare alcune armi che avrebbero potuto rappresentare una minaccia se fossero entrate in possesso del gruppo libanese sciita Hezbollah e dell’Iran.

Stati Uniti e altri paesi stanno compiendo da qualche mese nei cieli siriani e iracheni alcune operazioni militari per sradicare i terroristi dello Stato Islamico; tale nuovo scenario lascia presupporre, nonostante sia negata, una stretta collaborazione non ufficiale tra la Casa Bianca e al-Assad al fine della neutralizzazione della minaccia comune.