Notizie Geopolitiche –
Il quotidiano di proprietà saudita panrarabo al-Hayat, con sede generale a Londra e stampato in mezzo mondo, ha reso noto oggi che l’inviato Onu per la crisi siriana, l’italo-svedese Staffan De Mistura, ha presentato al governo siriano ed alle opposizioni un nuovo piano di uscita dalla crisi sviluppato su tre fasi: la ripresa dei negoziati sulla base della proposta del “Ginevra 1”; la creazione di un Consiglio di transizione che voterà un nuovo esecutivo; le elezioni politiche da tenersi sotto il controllo dell’Onu.
Rispetto al “Ginevra 1”, che è del giugno 2012, Bashar al-Assad rimarrebbe presidente a tempo indeterminato, tuttavia con poteri di carattere protocollare.
Il conflitto siriano è già costato oltre 230mila morti, l’entrata di gruppi armati di islamisti, l’esodo di milioni di civili, la distruzione di parte del patrimonio culturale.
I principali passaggi del “Ginevra 1”, 30 giungo 2012
– cessazione immediata e permanente delle violenza, liberazione di tutti i detenuti arbitrariamente o per motivi politici, libertà di movimento per i giornalisti;
– accesso totale alle organizzazioni umanitarie che operano nelle aree interessate dalla lotta armata e permesso di evacuazione dei feriti e civili che desiderino abbandonare la zona;
– avvio di un processo politico che porti a una transizione che legittimi le aspirazioni del popolo siriano e permetta loro di determinare il loro futuro in maniera indipendente e democratica;
– creazione di un organo di governo transitorio con tutti i poteri esecutivi, capace di creare le condizioni neutrali per una transizione politica;
– nel governo transitorio dovranno essere inclusi membri dell’attuale esecutivo e dell’opposizione, così come di altri gruppi, e la composizione dipenderà dal consenso tra le parti;
– il conflitto si risolverà unicamente attraverso il dialogo pacifico e il negoziato; tutti i gruppi e i segmenti della società dovranno poter partecipare al processo di dialogo, che sarà inclusivo e significativo;
– il processo sarà basato sulle uguali opportunità, senza posto per la discriminazione etnica, religiosa o linguistica;
– rispetto della sovranità, indipendenza, unità nazionale e integrità territoriale della Siria;
– possibile una revisione dell’ordine costituzionale e del sistema legale del Paese e il risultato di una riforma della Costituzione potrebbe essere sottoposto all’approvazione popolare;
– una volta stabilito il nuovo ordine costituzionale, elezioni libere e multipartitiche per le nuove istituzioni e gli incarichi che si creeranno
le donne dovranno essere totalmente rappresentate nel processo, da realizzarsi in un clima di stabilità, sicurezza e calma; disarmo, la smobilitazione e il reintegro dei gruppi armati; continuità per le istituzioni come le forze armate e i servizi di intelligence con personale qualificato, che agiscano nel rispetto dei diritti umani;
– approvazione di misure per compensare le vittime del conflitto e fare passi in avanti nella riconciliazione nazionale e il perdono.
