di Enrico Oliari –

E’ in corso un nuovo tentativo da parte del mediatore internazionale Lakhdar Brahimi, inviato di Onu e Lega Araba, di sbloccare al situazione siriana attraverso colloqui fra il governo di Bashar al-Assad e l’opposizione, da tenersi presso una delle sedi delle Nazioni Unite.

Dall’incontro che si è tenuto al Cairo settimana scorsa con il leader degli insorti, Moaz al-Khatib, sarebbe emersa la disponibilità di incontrare Farouq al-Shara, collaboratore stretto del presidente siriano, con il quale discutere della possibile transizione politica che potrebbe prevedere un salvacondotto che permetta ad al-Assad di recarsi in esilio senza essere perseguito.

La volontà degli esponenti del Consiglio nazionale siriano di interloquire con i rappresentanti del governo di Damasco che non siano direttamente coinvolti nella repressione è quindi cosa concreta e, come ha detto Brahimi, “essi hanno aperto una porta e sfidato il governo siriano a mostrare con i fatti quanto proclama, e cioè di essere pronto al dialogo e ad una soluzione pacifica”.

La guerra civile siriana, in corso da due anni, ha già provocato oltre 50mila vittime, la distruzione del paese e soprattutto una crisi umanitaria di grandi proporzioni per via dei molti profughi che vengono ospitati nei campi turchi e giordani o che ancora si spostano in modo confuso nel territorio.

“Se si avvia un dialogo negli uffici dell’Onu, almeno all’inizio, tra l’opposizione ed una delegazione accettabile del governo di Damasco, crediamo che possa essere l’inizio dell’uscita dal tunnel”, ha dichiarato Brahimi, il quale non tuttavia ha spiegato se anche da Damasco è arrivata la disponibilità ad incontrare al-Khatib ed il Cns.

La Russia, che a Tartus ha l’unica sua base militare in uno scacchiere che dal Marocco al Kirghizistan (con esclusione del solo Iran) ospita basi statunitensi, rimane uno degli elementi chiave su cui lavorare per giungere ad un cessate il fuoco, anche perché Mosca ha nel paese diversi interessi, come il commercio delle armi. Per questo motivo il capo della lega araba, Nabil Elaraby, si recherà martedì a Mosca, dove entro il mese dovrebbe andare anche il ministro degli Esteri siriano Walid Moualem.