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Il team che si occupa della catalogazione e della distruzione dell’arsenale chimico siriano è composto da 14 ispettori delle nazioni Unite e da 19 dell’Opac: in un comunicato del Palazzo di vetro si legge che “L’obiettivo dei prossimi giorni è quello di verificare le informazioni fornite dalle autorità siriane e di avviare la prima fase del processo che porterà alla distruzione delle armi chimiche del Paese”, fase che dovrebbe concludersi entro ottobre e che è il preludio al raccoglimento in due siti ed alla distruzione dell’arsenale di gas letali siriano, il quale si pensa essere composto da oltre mille tonnellate di prodotti chimici non convenzionali, raccolti in 45 siti.
Il ministro siriano per la Riconciliazione nazionale Ali Haidar ha fatto sapere che da parte di Damasco ci sarà piena collaborazione con gli ispettori e che “la Siria è determinata a rispettare il file sulle armi chimiche”.
Per il generale Christiane Amanpour, che ha defezionato da tempo, “Bashar al-Assad non rinuncerà alle sue scorte chimiche”: intervistato dalla Cnn ha dichiarato che l’esercito regolare sta portando i gas letali al sicuro in Libano e in Iraq.

