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È ancora botta e risposta fra il Cremlino e la Casa Bianca in materia di Siria. La palla l’ha oggi lanciata il presidente russo Valadimir Putin, il quale ha sottolineato (come è stato riconosciuto di recente anche dal Pentagono) che le armi fornite dagli Usa ai ribelli moderati sono spesso finite in mano ai jihadisti dell’Isis, di al-Nusra e di altri gruppi. “Hanno portato più di 500 attacchi sul territorio della Siria, hanno speso mezzo miliardo di dollari, solo ufficialmente, sulla formazione del Free Syrian Army – ha spiegato Putin, aggiungendo che “Ora hanno appena detto che di aver fornito munizioni all’Esercito libero siriano. Munizioni! Ma dove sta questo Esercito libero siriano?” “Persino negli Stati Uniti hanno riconosciuto” il fallimento della strategia in Siria contro il terrorismo, “e ora distribuiscono solo armi. A chi? Questa non è una domanda retorica”, ha insistito.
Nonostante questo Putin ha detto che la Russia è pronta a “mandare una folta delegazione a Washington per discutere della soluzione della crisi siriana”, probabilmente guidata dal premier Dmitri Medvedev. Inoltre ha lanciato la proposta di una nuova conferenza ad alto livello sulla Siria “più seria” delle precedenti, anche perchè fino ad oggi i contatti sono solo a livello militare.

