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L’Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione vicina alle opposizioni e con sede a Londra, ma che ha già dato prova di avere il polso della situazione, ha riferito oggi che i raid della coalizione internazionale diretti su Raqqa, cioè sulla “capitate” dello Stato Islamico, hanno ucciso una trentina di persone, tra le quali sei civili. I morti sono quindi quasi tutti miliziani del Daesh (Isis).
Thomas Gilleran, un portavoce del Pentagono, ha confermato che nella notte almeno 16 raid sono stati condotti su Raqqa, ma che sono stati colpiti anche numerosi obiettivi in altre aree “per privare l’Isis della capacità di trasportare materiale militare attraverso la Siria e verso l’Iraq”. Si tratta in particolare di edificio vie di transito, la cui distruzione “ha fortemente limitato la libertà di movimento dei terroristi”.
