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al-hassan sulheilL’esercito siriano, supportato da una rosa di gruppi tra i quali gli Hezbollah libanesi e unità paramilitari filo governative, hanno liberato oggi la parte settentrionale della città di Palmira, città patrimonio Unesco e soprattutto ritenuta strategica dall’Isis perché avrebbe potuto rappresentare un avamposto in vista della progettata offensiva su Damasco.

In mattinata i militari siriani avevano chiesto alla cittadinanza della parte nuova di Palmira di lasciare il centro abitato, proprio in vista dell’azione militare, supportata dalle aviazioni siriana e russa.

Al momento i miliziani dell’Isis sono stati costretti a ripiegare verso il centro, presso la zona dei giardini, ma rischiano ora di essere circondati.

L’offensiva dei regolari è rallentata dai cecchini e dalle numerose mine piazzate dai jihadisti.

Prendere Palmira significa aprire la porta ad un’offensiva su Raqqa, la roccaforte siriana dello Stato Islamico, tagliare i rifornimenti ai terroristi e nel contempo indebolire l’assedio di Deir-ez-Zor, città che già i jihadisti controllano per il 60 per cento.

Come ha spiegato su Notizie Geopolitiche Angelo Gambella, sarebbero ben 12 le forze e gruppi impegnati nell’attacco, ad iniziare dalle Forze Tigre (unità di elite) e dalla 67a Brigata della 18a Divisione corazzata dell’esercito siriano. Questi uomini sono supportati dalle Aquile del Deserto (paramilitari siriani noti per essere stati addestrati dai russi a Latakia), dalle forze di difesa nazionali (NDF, forze popolari siriane), dai militanti dell’SSNP (Partito Siriano Socialista Nazionale, composto prevalentemente da assiri) e da altri gruppi siriani come Dara’ Qalamoun (Scudo del Qalamoun, unità paramilitari filo governative) e Kataebat Al-Ba’ath (la milizia del partito Baath di Assad al potere). Fanno parte dell’operazione combattenti stranieri, ovvero gli Hezbollah libanesi, le milizie sciite irachene di Liwaa Imam Ali, Harakat al-Nujaba e Kataeb Hezbollah, ed infine gli armati di Liwaa al-Badr.

Il comando delle operazioni è stato affidato a Suheil al-Hassan, comandante delle Forze Tigre con il grado di colonnello, noto per aver rifiutato più volte la promozione a generale dell’esercito, e per essere stato premiato dal ministero della Difesa russo. L’ufficiale siriano è stato al comando di tutte le principali operazioni contro l’Isis degli ultimi mesi. al-Hassan, detto “la Tigre”, ha comandato in prima linea lo scioglimento dell’assedio di oltre due anni della base aerea di Kuweires, l’accerchiamento dell’Isis ad Aleppo est e,pochi giorni, fa il recupero dell’autostrada Khanasser-Ithriya l’unica via di comunicazione in mano al governo dal centro al nord della Siria (da Hama ad Aleppo).

Nella foto: il colonnello Suheil al-Hassan.