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Russia e Cina hanno esercitato il loro scontato diritto di veto per bocciare al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite la proposta delle potenze occidentali di deferire le due parti in conflitto in Siria davanti alla Corte Penale Internazionale.

Si tratta della quarta bocciatura in tal senso di Mosca e Pechino, ma al di là della logica delle alleanze, per cui Russia e Cina hanno importanti interessi in ballo con l’attuale governo di Damasco, va detto che sarebbe mancato all’appello un terzo composito autore di numerose stragi anche nei confronti di civili, ovvero i gruppi jihadisti legati ad al-Qaeda come al-Nusra e l’Isil, sostenuti dalle monarchie del Golfo, ormai in lotta anche con gli insorti.

Tutti gli altri 13 membri del Consiglio di Sicurezza hanno votato a favore, ovvero i tre permanenti (Usa, Gb e Francia) e i 10 non permanenti (Argentina, Australia, Lussemburgo, Corea del Sud, Ruanda, Ciad, Nigeria, Cile, Lituania e Giordania).

La Giordania è subentrata alla rinuncia dell’Arabia Saudita, paese da più parti ritenuto essere uno dei maggiori finanziatori, dopo il Qatar, dei qaedisti che combattono in Siria.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede a Londra e vicino alle opposizioni, ha reso noto che ieri a Derna colpi di mortaio sono stati sparati dagli insorti su un raduno di sostenitori del presidente Bashar al-Assad, impegnato in questi giorni nella sua campagna per le elezioni del tre giugno. I morti sono 22, i feriti 33.

Secondo altre fonti a sparare sarebbero stati qaedisti dell’Isil.