TMNews, 12 gen 13 –

La Russia ha chiesto che sia lanciato un processo di transizione politica in Siria, un giorno dopo che l’inviato di pace Lakhdar Brahimi ha incontrato i diplomatici di Mosca e Washington nel tentativo di risolvere un conflitto che va avanti da quasi due anni. Mosca ha inoltre ribadito la sua posizione di vecchia data, vale a dire che solo i siriani possono decidere il loro futuro senza interferenze dall’esterno. “Nella nostra opinione, l’obiettivo prioritario è fermare immediatamente ogni violenza e bagno di sangue oltre che a fornire ai siriani, compresi gli sfollati interni e i rifugiati, aiuto umanitario”, ha spiegato in un comunicato il ministero degli Esteri di Mosca, “Allo stesso tempo è necessario garantirsi il lancio di un processo politico in Siria, finalizzato a mantenere leggi e ugiali diritti per tutti i gruppi etnici-confessionali di questo Paese”. L’inviato speciale delle Nazioni Unite e della Lega araba, Brahimi, ha incontrato ieri il vice ministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov e il vice segretario di stato americano William Burns a Ginevra. I negoziati sono avvenuti un giorno dopo che la Siria ha accusato Brahimi di palesi pregiudizi, aprendo dubbi sulla sua conferma come mediatore internazionale. Nel suo comunicato Mosca ha sottolineato il suo “immutato” supporto per la missione di pace di Brahimi, aggiungendo che darà il suo appoggio a ulteriori negoziati trilaterali. La Russia ha inoltre ribadito il suo sostegno per il piano di transizione concordato a Ginevra il 30 giugno 2012.