di Guido Keller –

Tregua o non tregua, sono continuati nella notte i bombardamenti sulla parte orientale della città di Aleppo, con gli attivisti di “Aleppo media center” che hanno diffuso video in cui si vedono bagliori bianchi seguiti ad esplosioni, cosa che farebbe pensare al lancio di bombe al fosforo, per il sito locale “Qasioun” “sganciate da aerei dell’aviazione russa”.

Per “Aleppo media center” ad essere “colpiti da 14 raid” sarebbero stati i quartieri di “Bustan, al-Qasr e Kallasa”, assediati dai regolari supportati dagli Hezbollah libanesi da unità dei pasdaran iraniani.

Certo è che resta difficile distinguere fra oppositori e terroristi ad Aleppo, proprio perché la parte orientale della città è in mano a Jabar Fath al-Sham, ex Jabat al-Nusra, diramazione siriana di al-Qaeda e come tale escluso dalla tregua, ed a due gruppi di “ribelli” di impronta salafita, cioè Jaysh al-Islam e Ansar al-Sham, che in passato hanno persino ceduto ad al-Nusra le armi procurate loro dall’occidente e che hanno dichiarato di non accettare la tregua partita il 10 settembre.

Si tratta del “pasticcio” siriano, dove non una ma numerose guerre si sovrappongono in un girone infernale dove a pagarne il prezzo sono sempre i deboli, come le famiglie distrutte o costrette a lasciare le loro case.

Intanto a New York il segretario di Stato Usa John Kerry ed il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov stanno cercando di rimettere insieme la sgangherata tregua, dopo che nei giorni scorsi gli aerei Usa hanno “per errore” attaccato le posizioni regolari a Deir Ez-zor, consentendo all’Isis di consolidarsi delle alture della città, e dopo che un convoglio di aiuti umanitari è stato distrutto nel nord della Siria, forse dai russi, forse dai siriani, forse dai “ribelli” stessi per scatenare una reazione, come è stato asserito.

Kerry ieri ha lanciato l’idea di creare una “no fly zone” in alcune aree chiave del Paese poiché “Bisogna trattenere a terra gli aerei di Damasco che bombardano opposizione e civili”, ma i russi hanno già fatto sapere la loro assoluta contrarietà, anche perché proprio lì si concentrerebbero gli armamenti e la logistica di ribelli e terroristi.

Per Lavrov, protagonista con Kerry del solito rimpallo di accuse, non vi sarà la sospensione delle ostilità “se è solo unilaterale”.

A tregua fallita, scontri sono in corso un po’ ovunque, specialmente nelle aree di Hama e di Homs, come pure nel quartiere Ramoussa di Aleppo, che ribelli e jihadisti hanno di recente ripreso al fine di garantirsi un corridoio per la fornitura di armi e di equipaggiamenti.