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L’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) si è dichiarato profondamente preoccupato per la notizia che la Turchia avrebbe rinviato dei rifugiati siriani nel loro paese, a seguito di scontri scoppiati in un campo profughi. Ankara ha però respinto l’accusa di aver eseguito un rimpatrio forzato in un paese sconvolto dalla guerra civile. “L’Unhcr è molto preoccupato per le informazioni riguardanti un incidente serio e il possibile rimpatrio (di rifugiati) dal campo di Akçakale nelle ultime 24 ore”, ha dichiarato all’Afp un portavoce dell’Agenzia Onu per i rifugiati. “Il rimpatrio forzato in Siria, se è avvenuto, è contrario alla legge turca e alle regole internazionali”, ha aggiunto il portavoce.
“Sosteniamo l’applicazione della legge nei campi, e il ricorso alle regole nazionali per assicurare alla giustizia gli autori dei crimini. Ciononostante, i rimpatri forzati dei rifugiati nel loro paese d’origine non può essere considerato come una punizione o un atto con effetto dissuasivo”, ha aggiunto il portavoce. La Turchia ha intato respinto l’accusa: “La Turchia non rimpatria i rifugiati siriani, ciò sarebbe contrario alla nostra politica generale di accoglienza dei siriani”, ha detto all’Afp un portavoce del ministero degli Esteri turco.

