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Incontrando a Teheran il ministro degli Esteri del Belgio Didier Reynders, il capo della diplomazia iraniana Mohammad Javad Zarif ha proposto per il prossimo incontro di Vienna sulla crisi siriana la stesura di un elenco dei gruppi terroristici: “Ci sono due punti importanti all’ordine del giorno della prossima riunione a Vienna – ha spiegato -. Prima di tutto bisogna determinare quali sono i gruppi terroristici, cosa che per noi è molto chiara. Dopo di che mettersi d’accordo su come procedere. Combattere il terrorismo è un dovere internazionale. Toccherà poi al popolo siriano decidere il proprio destino. Noi possiamo solo facilitare questo processo, non decidere in nome dei siriani”.
Anche in questo caso può essere letto un ammorbidimento sulla permanenza al poterei Bashar al-Assad, dopo che già Usa, Russia e lo stesso presidente siriano hanno prospettato una soluzione politica da raggiungere una volta sconfitto il terrorismo.
All’incontro di Vienna sulla Siria del 31 ottobre hanno preso parte 17 paesi tra i quali l’Iran. I nove punti del documento approvato indicano come “fondamentali l’unità, l’indipendenza, l’integrità territoriale e il carattere secolare” e quindi non confessionale della Siria; che “le istituzioni statali devono rimanere intatte”; che viene ad essere “imperativo accelerare tutti gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra”; che i partecipanti sono chiamati a “esplorare le modalità per un cessate il fuoco”; che “Daesh (Isis) e altri gruppi terroristici devono essere sconfitti”; che sia garantito “l’accesso umanitario nel territorio siriano”; che venga implementato l’impegno “per gli sfollati e i rifugiati, anche nei confronti dei paesi ospitanti”

