di Enrico Oliari –
L’Austria e la Germania vogliono attribuire all’Italia la responsabilità dell’irrigidimento dei controlli (ma potrebbe anche essere di una barriera) al Brennero.
E’ quanto è emerso dall’incontro di Potsdam tra il ministro dell’Interno austriaco Wolfgang Sobotka e il collega tedesco Thomas de Maiziere, i quali hanno ravvisato che uno scenario come quello dei Balcani è irripetibile, per cui l’Italia è chiamata a fare di più per gestire la mole dei migranti che viene data come pronta a partire dal Nordafrica per l’Europa.
Per i due ministri rimangono infatti “porosi” i confini esterni dell’Unione Europea, per cui viene ad essere colpa dell’Italia se l’Austria si è vista costretta ad inviare 250 poliziotti al Brennero per controllare chi entra. O, come ha minacciato il ministro della Difesa Hans Peter Doskozil in occasione di una convention del suo partito (Spoe, socialisti), “in caso estremo arrivare alla completa chiusura del Brennero”.
Due giorni fa Sobotka ha dichiarato che “L’allestimento di una rete sul confine italo-austriaco al Brennero dipende dall’Italia”. E sempre dall’Italia dipende il ripristino della normalità al valico del Brennero, secondo le linee di Schengen.
L’Austria ha fissato per il 2016 un tetto di 37.500 richieste di asilo, ma già nei primi tre mesi dell’anno le domande sono state 17mila e dunque il tetto sarà raggiunto a breve. E non intende far passare altri migranti diretti verso l’Europa centro-settentrionale, una musica alle orecchie del tedesco de Maiziere, il quale si era messo le mani nei capelli quando la cancelliera Angela Merkel aveva annunciato l’accoglimento in Germania di un milione di profughi.
L’atteggiamento rigido del governo di Vienna si sposa tuttavia poco con il concetto di Unione Europea, per cui l’Austria condivide le risorse economiche della Casa comune, versate anche dai cittadini italiani, ma poi, quando si tratta di condividere i problemi, dimentica di essere un membro dei Ventotto.
Si fa presto infatti a mettere una rete di 250 metri al Brennero, mentre l’Italia presenta 8.309 chilometri di coste, assiste intere famiglie che rischiano di annegare in mezzo al Canale di Sicilia e gestisce i migranti che vengono raccolti dalle navi mercantili, anche tedesche.
Invece che proporre soluzioni, il governo di Vienna ha saputo solo mettere insieme l’ennesima legge restrittiva che, in caso di afflusso massiccio di migranti, permetterà alle autorità la dichiarazione dello stato d’emergenza per cui si potrà respingere chiunque arrivi, profughi in fuga dalla guerra compresi. Tra l’altro a Potsdam Sobotka è tornato a chiedere che poco prima del Brennero salgano sui treni poliziotti austriaci e tedeschi, già in territorio italiano, ma la cosa è già in atto da diversi mesi, con gli agenti dei tre paesi che salgono a Trento.
E’ evidente quindi il tentativo tutto politico, giocato sulla pelle di migranti e profughi, dei socialisti al governo di ostacolare il nazionalista e xenofobo Norbert Hofer del Fpoe al ballottaggio delle presidenziali (al primo turno ha vinto conquistando il 35 per cento).
Ma quanto cosa l’irrigidimento dei controlli al Brennero? Al di là l’aspetto del turismo, per cui chi arriva dal nord Europa potrebbe scegliere altre destinazioni per evitare le lunghe code al rientro, vi è il traffico commerciale, per cui si tornerebbe a vedere la scena di chilometriche fila di camion, con costi enormi per le aziende, che ricadranno sui prodotti e quindi sui consumatori.
Dal Brennero passa infatti un terzo delle merci che entrano ed escono su gomma dal nostro paese verso il centro Europa, cioè 29 milioni di tonnellate sul totale di 89 milioni.
Per gli artigiani della Cgia di Mestre il solo irrigidimento dei controlli potrebbe avere un costo di 9,5 miliardi di euro l’anno, il quale cadrà sulle aziende di trasporto e a catena sull’acquirente finale dei prodotti.

