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La stabilità della Somalia è un fattore importante per “la prosperità in Africa orientale e per risolvere la pirateria al largo delle sue coste, garantendo una delle arterie principali del mare al mondo”, punto di collegamento tra oceano Indiano e i mari Rosso e Mediterraneo. Il premier nipponico Shinzo Abe ha rinnovato il sostegno del Giappone a favore della Somalia, con la ripresa degli aiuti verso un Paese che lotta per rilanciare l’economia e lo stesso governo dopo 20 anni di guerra civile e aspri disordini, nell’ottica del miglioramento delle condizioni sociali, del rafforzamento dell’ordine pubblico e della fragile economia. A Yokohama, alle porte di Tokyo, si è tenuta la Conferenza speciale dedicata al Paese del Corno d’Africa, alla vigilia dell’avvio ufficiale della quinta edizione del Ticad (Tokyo International Conference on African Development), co-organizzata da Giappone e organizzazioni come Onu e Banca Mondiale. L’incontro, tenutosi nel pomeriggio, ha visto la presenza, tra gli altri, del presidente somalo Sheik Hassan Mohamud e del premier etiope, Hailemariam Desalegn, oltre che i rappresentanti di oltre 70 tra nazioni ed enti internazionali. Nel suo intervento, Mohamud ha espresso determinazione per rafforzare il Paese, garantendo l’accelerazione del passaggio “dagli aiuti umanitari alla ricostruzione”. A tal proposito, Mogadiscio si concentrerà sulla creazione dello Stato di diritto risolvendo col buon governo esigenze di base come cibo, acqua e case. Attenzione al settore privato e all’attrazione di maggiori investimenti esteri per la ricostruzione economica. Quanto all’Italia, l’ambasciatore a Tokyo, Domenico Giorgi, ha ribadito l’impegno di Roma per favorire la “riconciliazione con strumenti flessibili”, tra cui la formazione della polizia, l’assistenza all’esercito e la realizzazione di infrastrutture mediche. Occhio a settori come agricoltura e pesca, nell’ambito di un’azione “in accordo” con Onu, Unione Africana e Ue, per tenere viva “l’attenzione su un problema complesso”.