di Enrico Oliari

I jihadisti di al-Shabaab, gruppo erede delle Coorti islamiche e affiliato ad al-Qaeda, hanno annunciato di “aver preso il totale controllo” della base Amisom di el-Ade a Ceel Cado, nel sudovest della Somalia, vicino al confine con il Kenya e a 550 chilometri dalla capitale Mogadiscio.

La struttura era gestita dai militari del Kenya ed ospitava i peacekeeper della missione dell’Unione Africana volta a contrastare i jihadisti, i quali fino a due anni fa avevano il controllo dell’intera area centro-meridionale del paese, salvo poi doversi ritirare sempre più a sud a causa dell’intervento del Kenya e poi dell’Unione Africana.

Non si tratta del primo tentativo da parte di al-Shabaab di conquistare una base dell’Amisom, tanto che l’ultimo caso risale al 2 settembre 2015, quanto obiettivo dei jihadisti è stato (senza successo) la base ad Jalane, gestita dai militari Amisom ugandesi; nel dicembre 2014 avevano attaccato il quartier generale della missione a Mogadiscio, mentre il 27 giungo 2015 era stata la volta del contingente del Burundi, sempre sotto l’egida Amisom, presso il villaggio di Leego (50 militari morti).

In più occasioni al-Shabaab ha attaccato obiettivi civili in Kenya per vendicare l’intervento militare in Somalia, e tra i casi più eclatanti vi è stata la mattanza al centro commerciale Westgate di Nairobi del 23 aprile 2013 (71 morti), del 24 novembre 2014 (attaccato un autobus, 24 morti) e del 3 marzo 2015 al campus universitario di Garissa (150 studenti morti).

Oggi gli al-Shabaab hanno comunicato di aver ucciso “60 militari del Kenya”.

L’azione si è svolta poco prima dell’alba ed ha visto un’autobomba esplodere davanti ai cancelli della base, dopodiché sono entrati i jihadisti sparando all’impazzata ed ingaggiando uno scontro a fuoco con i militari durato ore.

La missione Amisom è supportata dai droni Usa che decollano da Gibuti, conta 22mila uomini ed è formata da Burundi, Etiopia, Gibuti, Ghana, Sierra Leone, Kenya, Uganda e Nigeria.

Il 28 settembre 2012 le truppe del Kenya hanno liberato Chisimaio grazie all’intervento della Marina, che ha bombardato le posizioni al-Ahabaab da terra.