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I jihadisti di al-Shabaab, gruppo erede delle Coorti islamiche, hanno nuovamente colpito presso alcune strutture alberghiere della capitale: ad essere colpito oggi dall’esplosione di un camion bomba condotto da un kamikaze è stato l’hotel Jazeera Palace, azione in cui sono rimaste uccise 13 persone, per lo più agenti della sicurezza.

La struttura ospita alcune rappresentanze diplomatiche e dopo l’attentato, prontamente rivendicato dal gruppo terrorista, si sono uditi colpi di mitra.

La polizia ha quindi immediatamente sgomberato le ambasciate, come pure gli uffici delle agenzie Onu del Programma alimentare mondiale (Pam) e del Programma per lo sviluppo (Pnud).

Il 10 luglio ad essere colpiti sono stati gli hotel Wehliya e Sayidka (10 morti), mentre il 28 marzo è stata la volta dell’hotel La Mecca, in cui è rimasto ucciso l’ambasciatore all’Onu con altre 15 persone.

Sabato scorso in un attentato degli al-Shabaab è rimasto ucciso l’ennesimo deputato, mentre il 10 luglio colpi di mortaio sono stati rivolti verso la base dell’Amisom, per altro già attaccata in precedenza..

Gli al-Shabaab, che hanno controllato fino a poco fa buona parte della Somalia centromeridionale, sono stati spinti sempre più a sud dalle forze dell’Amisom, missione formata da Burundi, Etiopia, Gibuti, Ghana, Sierra Leone, Kenya, Uganda e Nigeria e supportata dai droni Usa che partono dalla base Gibuti.

In particolare il Kenya opera con l’aviazione, truppe di terra e con la marina, il cui intervento è stato essenziale per la liberazione di Chisimaio.