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Gli al-Shabaab somali, gruppo erede delle Coorti islamiche, hanno compiuto oggi l’ennesimo attentato a Mogadiscio prendendo di mira la sede delle forse della missione dell’Unione Africana, Amisom, situata nei pressi dell’aeroporto.
Il bilancio e di 13 vittime.
Le esplosioni sono state due e causate da altrettante autobomba: una si è verificata presso l’entrata della base, mentre una seconda nei pressi di un checkpoint delle forze governative somale.
Con un comunicato Abdulaziz Abu Muscab, portavoce degli al Shabaab, ha rivendicato l’azione terrorista affermando che i “Mujahideen hanno preso di mira Halane, base delle forze straniere che occupano il Paese musulmano”.
E’ interminabile la scia di attentati ad opera degli al-Shabaab verso le istituzioni e coloro che le rappresentano, ma nondimeno vengono colpiti i militari Amisom: nell’attacco portato a termine il 15 gennaio presso la base di el-Adde sono rimasti uccisi 141 militari, in un’azione compiuta da 300 jihadisti.
La missione Amisom, supportata dai droni Usa che decollano da Gibuti, conta 22mila uomini ed è formata da Burundi, Etiopia, Gibuti, Ghana, Sierra Leone, Kenya, Uganda e Nigeria. Il 28 settembre 2012 le truppe del Kenya hanno liberato Chisimaio grazie all’intervento della Marina, che ha bombardato le posizioni al-Ahabaab da terra.
La risposta dei qaedisti nei confronti di Nairobi è stata terribile, con gravi attentati condotti nel territorio del Kenya come l’attacco al campus universitario di Garissa (147 morti) e al centro commerciale Westgate di Nairobi (68 morti).

