di Enrico Oliari –
Il presidente della Commissione europea, Josè Barroso, ha informato oggi che l’Unione aiuterà la Somalia nella ricostruzione con 650 mln di euro, dopo vent’anni anni di distruzione dovuti alla lotta contro gli jihadisti di al-Shabaab, i quali erano eredi delle Coorti islamiche e controllavano un’ampia parte del territorio, con la roccaforte in Chisimaio. al-Shabaab, che era legato ad al-Qaeda, ha perso la lunga guerra per il controllo della Somalia e delle sue ricchezze minerarie grazie all’intervento delle Forze militari africane, in particolare del Kenya.
L’impegno economico sarà distribuito in tre anni ed oggi, in occasione della Conferenza di alto livello che si è tenuta a Bruxelles, Barroso ha potuto dire al presidente somalo Hassan Sheikh Mohamoud che “sono orgoglioso di annunciare l’impegno di altri 650 milioni di euro a sostegno di questa nuova fase nella vita della Somalia”, somma che si va ad aggiungere agli 1,2 miliardi di euro già versati a partire dal 2008.
Emma Bonino, che era presente nella sua veste di ministro degli Esteri, ha spiegato che “Anche qui bisogna stare un po’ accorti”, poiché “la situazione è migliore di un anno fa, ma bisogna prendere atto di dati positivi senza far finta di non sapere che ci sono ancora un sacco di problemi”. L’impegno dell’Italia per la Somalia è di 9,6 mln di euro nel 2013.
Tuttavia se il capo della diplomazia europea Catherine Ashton ha affermato che “La sicurezza per il popolo somalo passa per la sicurezza economica, quindi è cruciale sostenere la ripresa e la crescita del paese, in modo da permettere una crescita sicura della della democrazia. Oggi passiamo dalla fase della transizione a quella degli interventi a lungo termine”, una più prudente Bonino ha spiegato che “Il problema tra centro e regioni è ancora da verificare” e che “la mia preoccupazione, a parte gli investimenti che abbiamo già fatto, è capire se si fa un passo avanti dal punto di vista politico”.

