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Ancora una volta la Corte costituzionale del Regno di Spagna ha bocciato l’iniziativa indipendentista del presidente della Catalogna uscente Artur Mas, che alle elezioni di settembre ha vinto con il Junts pel Sì e con gli alleati della Cup le regionali, però con il 47,8% dei consensi, ben al di sotto di quel 50% sperato, che sarebbe stato determinante nell’immaginario referendum secessionista in cui Mas aveva trasformato la consultazione elettorale.
I supremi giudici hanno stabilito oggi all’unanimità l’annullamento della dichiarazione indipendentista votata il 9 novembre scorso dal Parlamento regionale catalano secondo la quale sarebbe stato avviato il processo per creare una Repubblica indipendente della Catalogna a partire già dal 2017.
Non è stata così ascoltata la richiesta della del Parlamento locale, Carme Forcadell, la quale aveva chiesto alla Corte di non annullare una dichiarazione che non aveva alcun “effetto giuridico” e che doveva considerarsi piuttosto una “volontà, aspirazione o desiderio”.
Era stato il governo centrale di Madrid a impugnare la delibera, come già era avvenuto un anno fa per il referendum, poi annullato, al quale avevano detto “sì” l’80,72 % dei 2 milioni di catalani (su 4,5 milioni di aventi diritto) che avevano votato.
Mas sogna una catalogna indipendente nel contesto dell’Unione Europea, ma è difficile pensare che i paesi membri siano disposti ad accordare l’ingresso al nuovo Stato.

