di Guido Keller –
Strage a Monaco di Baviera, dove un uomo si è improvvisamente messo a sparare in un centro commerciale, l’Olympia, del quartiere Mossach, l’ex villaggio olimpico dei Giochi del 1972.
I fatti si sono svolti a partire dalle 17.53, ma fino a notte inoltrata le informazioni sono state confuse per via delle testimonianze contraddittorie: secondo una donna, presente con i figli al momento degli spari nel McDonalds del centro commerciale, l’assassino prima di sparare aveva urlato “Allah akbar”, mentre un’altra testimonianza aveva riportato che un uomo sparava gridando “Ich bin ein Deutscher”, insieme a frasi di carattere razzista indirizzate specialmente verso le famiglie di origine turca.
Si era anche parlato di un totale di tre terroristi in fuga, per cui la metropolitana e gli accessi alla città erano stati immediatamente bloccati.
In conferenza stampa la polizia ha spiegato che si è trattato di un unico killer, un giovane di 18 anni con cittadinanza tedesca ma di origini iraniane e quindi con doppio passaporto, il quale ha sparato con una pistola a partire dal fast food del centro commerciale, uccidendo 9 persone e ferendone 27 di cui una decina in modo grave. Tra le vittime 4 minori.
Poi l’assassino si è tolto la vita a circa un chilometro dall’Olymppia. Due individui sono stati fermati in auto dopo aver passato in velocità la zona interdetta al traffico, ma sono risultati del tutto estranei ai fatti.
Per la polizia tutte le piste restano aperte, ma al momento la strage sembrerebbe non essere imputabile ne’ al terrorismo jihadista, ne’ ad un’azione dell’estrema destra xenofobica tedesca. Potrebbe trattarsi anche dell’azione di un malato psichiatrico.
Dal tetto dell’edificio ha gridato frasi come “maledetti turchi, maledetti stranieri: per colpa vostra, per colpa del bullismo, sono da sette anni in cura”. Si chiamava Alì Sonboly, il padre è tassista a Monaco e la madre lavora presso una catena di grandi magazzini: dalle perquisizioni a casa non sono risultati collegamenti con l’Isis o altre organizzazioni terroristiche. Non era un pregiudicato, ma è risultato essere in cura psicologica e psichiatrica.
Sul posto sono sopraggiunti in pochissimo tempo, oltre alle ambulanze e ai vigili del fuoco, un totale di 2.300 agenti, comprese le teste di cuoio del Gsg9 (unità d’élite costituita dopo i fatti di Bruxelles) e forze giunte dall’Austria.
Il presidente della Repubblica federale Joachim Gauck si è detto “inorridito dall’attacco di Monaco: mi sento legato a tutti coloro che stanno intervenendo per proteggere e per salvare la popolazione, dobbiamo rimanere uniti”.
Il ministero degli Esteri italiano ha attivato l’Unità di crisi della Farnesina, anche a Monaco di Baviera vi abitano molti italiani.

