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Ha un nome e un volto il terrorista considerato la mente degli attentati di Parigi del 13 novembre, costati la vita a 132 persone: si tratta del 27enne belga Abdelhamid Abaaoud, noto anche come Abu Umar al-Baljiki, recatosi in Siria due anni fa e tornato di recente in Europa.
In gennaio la cellula si trovava a Viviers, dove le forze di sicurezza avevano compiuto una retata di jihadisti arrestandone 13 e uccidendone due. In un’intervista successiva a quel fatto, rilasciata per la rivista dell’Isis in lingua inglese Daqib, Abaaoud si era vantato di essere sfuggito alla retata: “La mia foto in Belgio era su tutti i giornali – aveva detto – ma grazie al cielo gli infedeli sono stati accecati da Allah. Sono stato persino fermato da un agente che ha raffrontato la foto al mio volto, ma poi mi ha lasciato andare perché ha giudicato che non combaciassero! È stato senza dubbio un regalo di Allah”.
Al momento viene dato in Siria, rientrato dopo la retata di gennaio; ha portato con sé il fratello quattordicenne. Le indagini indicano che l’uomo sarebbe stato il capo della cellula di Veviers, e sono risultati contatti con Ayoub El-Khazzani, autore dell’attentato dello scorso agosto sul treno Thalys Amsterdam-Parigi, con Sid Ahmed Ghlam, l’algerino che in aprile progettava attentati contro le chiese di Villejuif, e con Mehdi Nemmouche, l’autore della strage al Museo ebraico di Molenbeek. Ma è certo che anche i terroristi degli attentati alla redazione di Charlie Hebdo e del negozio Kosher si sono riforniti di armi in Belgio.
Nel paese nordeuropeo è stato catturato Mohamed Amri, 27 anni, ritenuto colui che ha procurato il materiale esplosivo: nella sua casa di Molenbeek sono stati trovati ingenti quantitativi di nitrato.
E’ invece ancora ricercato Salah Abdeslam, “l’ottavo” attentatore di Parigi e considerato il capo dell’operazione; gli identificati sono Ismael Omar Mostefai, francese, 29 anni, il quale nel 2013 era in Turchia: è stato identificato grazie alle impronte digitali del resto di un dito rinvenuto dopo che il kamikaze si è fatto esplodere; Bilal Hadfi, 20 anni, belga che ha combattuto in Siria; Ahmad al-Mohammad, la cui identità è incerta come pure il fatto che sarebbe arrivato dalla Siria attraverso la Grecia mischiandosi tra i profughi; Samy Amimour, 28enne francese (era conducente di autobus), uno dei kamikaze del Bataclan; Brahim Abdesalam, 31 anni e fratello di Salah, che si è fatto esplodere a vuoto nel boulevard: anche lui come il fratello si era recato in Siria per combattere nelle file dell’Isis.
Il terzo fratello di Abdelsalam, Mohammed (31 anni) è stato rilasciato dopo essere stato fermato ieri in quanto risultato estraneo ai fatti: rispondendo ai giornalisti ha affermato di non avere nessuna colpa per quanto successo a Parigi, ha sottolineato di avere lavorato per un decennio per il consiglio comunale “e di non avere mai avuto problemi con nessuno”, come pure di di non avere “mai notato nulla di strano” nel comportamento dei due fratelli, Brahim e Salah.
Parigi ha comunicato che uno dei terroristi in fuga potrebbe già essere in Italia, ma la cosa non ha al momento trovato conferma.

