di Guido Keller –
Sono già sette le persone fermate in Belgio sospettate di essere collegate al gruppo di fuoco che con attacchi multipli ha portato a termine la strage di Parigi, costata a vita a 129 persone tra le quali la studentessa italiana Valeria Solesin, veneziana di 29 anni, rimasta uccisa al teatro Bataclan.
Gli ultimi due arresti sono due francesi residenti a Bruxelles e a Molenbeek, la cui identità non è stata rivelata “nell’interesse dell’inchiesta”, ma anche le due auto ritrovate cariche di armi nei pressi del teatro Bataclan sono risultate essere state immatricolate in Belgio, secondo la procura parigina “noleggiate a inizio settimana nella regione di Bruxelles”. Una era stata notata intorno alle 21.25 di venerdì all’angolo davanti al caffè Le Carillon e al ristorante Le Petit Cambodge, successivamente davanti al caffè Bonne Biere e ancora nei pressi del ristorante La Belle Equipe, le tre zone teatro delle sparatorie.
Il ministro della Giustizia del Belgio Koen Geens ha spiegato che la retata di jihadisti ha permesso di fermare un sospetto che rientrava dalla Francia e che è risultato essere stato a Parigi venerdì sera.
Degli otto terroristi che invece hanno colpito nella capitale francese alcuni sono stati identificati: alle generalità di uno, il 30enne Omar Ismail Mostefai, si è arrivati grazie ad un brandello di un dito rinvenuto dopo che l’uomo di è fatto esplodere. Si trattava di un individuo del piccolo centro di Courcouronnes, nell’Ile-de-France, conosciuto alla polizia per piccoli crimini, di certo non per terrorismo internazionale.
All’identità di un altro si è arrivati grazie al ritrovamento del passaporto, che l’ambasciatore d’Egitto in Francia, Ihab Badawi ha detto di appartenere a “Waleed Abdel-Razzak” ferito nell’attentato.
Fonti indicano che tre attentatori sarebbero tre fratelli, dei quali uno rimasto ucciso negli attacchi, un secondo arrestato ed un terzo in fuga, ancora ricercato.
La polizia ha diffuso l’identikit di un terrorista ricercato, il belga Abdeslam Salah, invitando chi lo incontrasse a chiamare il 197 (numero d’emergenza delle forze dell’ordine) e sottolineandone la pericolosità.
La pista del Belgio continua quindi a riaffiorare. Provenivano dal Belgio infatti le armi utilizzate per la strage di Charlie Hebdo; il 16 gennaio nella città belga di Verviers vi era stata un’importante retata con un conflitto a fuoco tra jihadisti e polizia che aveva portato all’uccisione di due terroristi e agli arresti di altri 13; due erano scappati in auto ma erano stati fermati al valico del Frejus diretti in Italia.
Su richiesta del ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve, il vice premier e ministro dell’Interno del Lussemburgo Etienne Schneider ha annunciato per il prossimo 20 novembre una riunione straordinaria del Consiglio Giustizia e Affari interni dell’Ue.
Il presidente francese Francois Hollande ha fatto sapere di essere intenzionato di chiedere all’Assemblea nazionale la proroga dello stato d’emergenza per altri tre mesi.
La procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla morte di Valeria Solesin, alla quale verrà dedicata una borsa di studio.

