di Guido Keller

Ormai è ufficiale: è riconducibile al terrorismo internazionale di matrice jihadista il movente della strage di San Bernardino, in Colorado, dove due giovani coniugi statunitensi di origini dell’Asia meridionale e del Pakistan, hanno ammazzato 14 persone presso il centro per disabili ’Island Regional Center, dov’era in corso una festa prenatalizia.

Gli inviti alla cautela dell’Fbi e del presidente Barak Obama sono stati ritirati dopo il rinvenimento di numerosi indizi e la rivendicazione da parte dell’Isis del grave fatto di sangue.

Il 28enne Syed Rizwan Farook e la moglie di 27 anni Tashfeen Malik, entrambi musulmani, erano conosciuti come persone normalissime, la tipica famiglia americana media, ed anche le foto mostrano la donna senza niqab o altri simboli tradizionali religiosi.

Ma, come è stato spiegato, sembra di essere davanti a un caso di “autoradicalizzazione”, ed è stato scoperto su Facebook il giuramento della Malik al “Califfo” Abu Bakr al-Baghdadi, come pure in casa dei due sono state ritrovate copie di istruzioni sulla fabbricazione di ordigni esplosivi probabilmente estratte da Inspire, rivista online di al-Qaeda.

I due si sono presentati mercoledì in divisa mimetica con fucili Ak-47, per altro acquistati legalmente, ed hanno sparato su chi era nell’istituto buona parte dei 1.600 proiettili che portavano; avevano anche pistole ed avevano sistemato nei locali quattro cilindri esplosivi connessi fra loro: il malfunzionamento del telecomando e la prontezza delle forze dell’ordine, intervenute in soli 4 minuti, hanno evitato l’ulteriore aggravamento del bilancio delle vittime.

Fuggendo a bordo del loro suv nero, hanno lanciato granate rudimentali sugli agenti, prima di venire uccisi in un conflitto a fuoco.

Tashfeen Malik, pakistana, aveva abitato prima che negli Stati Uniti in Arabia Saudita, dove si era recato anche Farook nel 2014.

La Cnn ha riportato fonti investigative secondo cui l’uomo era in contatto con sospetti terroristi tenuti sotto controllo dall’Fbi, ma a lasciare di stucco è stata la perquisizione nel loro appartamento, che ha portato alla scoperta di un vero e proprio arsenale con almeno 5mila proiettili e 12 cilindri esplosivi artigianali. Più informazioni lo indicano vicino all’islamismo radicale.

Aamaq, il network di propaganda dello Stato Islamico, ha riportato la rivendicazione del gruppo terroristico: l’attacco “è arrivato dopo la dichiarazione degli americani che gli Usa non erano a rischio di attentati terroristici”, e dopo i “sanguinosi attacchi” a Parigi e a Tunisi, si legge nella nota diffusa poi da al-Arabiya.

Come un fiume carsico è riaffiorata la questione della libertà piena per i cittadini statunitensi di acquistare e di detenere armi, una polemica che è costantemente rispuntata in occasione di ognuna delle 486 gravi sparatorie e stragi, spesso nelle scuole, che vi sono state dal 2013 ad oggi: in più occasioni Obama ha tentato di porre un freno al secondo emendamento della Costituzione che garantisce il diritto di portare armi (“A well regulated Militia, being necessary to the security of a free State, the right of the people to keep and bear Arms, shall not be infringed”), ma la sua azione politica si è scontrata con le potenti lobby delle armi che finanziano le campagne elettorali di molti senatori, se non degli stessi inquilini della Casa Bianca.

Ben 44 stati Usa hanno approvato dal 1980 leggi che garantiscono ai civili il diritto di portare con loro un’arma per protezione personale, e nel 2005 la Florida ha introdotto una legge che esonera da ogni procedimento giudiziario i cittadini che utilizzano armi per legittima difesa.

Il 27 agosto, dopo l’uccisione in diretta tv della giornalista Alison Parker, 24 anni, e del cameraman Adam Ward, 27 anni, da parte del 41enne Vester Lee Flanagan, ex dipendente dell’emittente tv WDBJ-TV, Obama aveva affermato che “negli Usa si muore più per le armi in circolazione che per il terrorismo.

Per dire gli ultimi gravi fatti: il 17 giugno 2015 a Charleston (South Carolina) Dylann Roof uccide per motivi razziali nove persone nella Emanuel African Methodist Episcopal Church, una chiesa locale; l’11 febbraio dello stesso anno a Chapel Hill il 46enne Craig Stephen Hicks ammazza con colpi alla testa tre studenti musulmani, Deah Shaddy Barakat, 23 anni, la moglie Yusor Abu Salha, 21 anni, e la sorella di questa Razan, 19 anni, per una mera questione di parcheggio; il 24 ottobre 2014 presso la Marysville Pilchuck High School lo studente Jaylen Fryberg uccide quattro persone; il 16 settembre 2013 dodici persone vengono uccise da Aaron Alexis alla base Washington Navy Yard; il 17 giugno 2013 ad essere colpita è ancora una scuola: in cinque vengono freddati da John Zawahri al Santa Monica College; il 27 settembre 2012 alla scuola elementare Sandy Hook di Newtown, in Connecticut, Adam Lanza uccide 26 persone, fra i quali 20 bambini; il 5 agosto 2012, al tempio Sikh del Wisconsin, Wade Michael ammazza sei persone prima di suicidarsi; il 20 luglio 2012 Ad Aurora, in Colorado, il giovane James Holmes ha sparato in un cinema ed uccide 12 persone. Il 2 ottobre scorso, nella cittadina rurale di Roseburg (Oregon), il 26enne Chris Harper Mercer ha ucciso in un campus universitario, lo Umpqua Community College, 10 persone e ne ha ferite altre sette, prima di venire ucciso dagli agenti verso i quali aveva diretto le armi.