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Una base delle Nazioni Unite nel Sudan del Sud, situata a Bor, nell’instabile Stato orientale di Jongle, è stata assaltata da un folto gruppo di individui che si sono avvicinati in modo apparentemente pacifico all’impianto, che ospita 50mila sfollati; come scusa gli assalitori, probabilmente attivisti filo-governativi, avevano quella di voler consegnare una nota di protesta per il fatto che il centro ospita seguaci del leader ribelle ed ex vice presidente Riek Machar: avvicinatisi, sono penetrati con la forza nel recinto ed hanno sparato all’impazzata, uccidendo, secondo fonti delle nazioni Unite, una cinquantina di persone.

La città nei mesi scorsi è stata teatro di continui combattimenti tra insorti e soldati fedeli al presidente Salva Kiir, passando più volte di mano.