TMNews,  13 apr 12 –

Nonostante l’8 aprile segnasse il termine per il rimpatrio da Khartoum al Sud Sudan, si stima che siano ancora da rimpatriare circa 500.000 persone. Il governo del Sud Sudan e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) hanno incontrato non poche difficoltà nel trasferimento e auspicano il raggiungimento di un accordo per prolungare il termine dell`esodo. Le persone rimpatriate sono ora in molti centri di transito, in attesa del trasferimento. Il Ministro dello sviluppo sociale ha riferito che, nelle prossime due settimane, si prevede l`arrivo di 14.000 persone al porto di Juba e di 120.000 a Malakal. In previsione del flusso di migranti, SOS Villaggi dei Bambini aprirà un ufficio a Juba e, a partire da maggio, avvierà a Malakal e Juba due centri temporanei per offrire supporto psicologico, accoglienza, assistenza sanitaria e istruzione a 200 bambini. In collaborazione con la SSRRC (Southern Sudan Relief and Rehabilitation Commission) e il Ministero dello sviluppo sociale, l`Associazione si occuperà di accertare le condizioni e la situazione di ogni bambino per poi valutare la migliore soluzione: dal sostegno all`accoglienza temporanea, in caso di bambini non accompagnati. Nel frattempo, le ostilità tra i due stati continuano. L’11 aprile l’Assemblea Nazionale del Sudan ha deciso di cessare i negoziati con il Sud Sudan a causa dell`attacco al giacimento di petrolio di Higlieg e il Sudan, in risposta, ha bombardato il centro petrolifero di Bentiu. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, e il Dipartimento di Stato degli Usa, hanno pubblicato una dichiarazione invitando i paesi a cessare immediatamente le azioni militari e il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha svolto una consultazione a porte chiuse sulla situazione dei due paesi. Con l`obiettivo di ritornare al tavolo dei negoziati, il Consiglio ha sollecitato l’esercito popolare di liberazione sudanese del Sud Sudan a ritirarsi immediatamente e il Sudan a porre fine agli attacchi terrestri e aerei diretti al Sud.