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E’ giunta in Italia Meriam Yehya Ibrahim, la 27enne sudanese condannata a morte per apostasia e adulterio, quindi imprigionata, per poi essere prosciolta e liberata anche grazie alla pressione dell’opinione pubblica e della diplomazia internazionale: la sua colpa era quella di essere sposata con Daniel Wani, un sudanese con cittadinanza statunitense di religione cristiana, un matrimonio quindi ritenuto nullo nel paese africano.

La donna, che ha due figli di cui uno avuto in carcere, è stata accolta insieme alla famiglia all’aeroporto militare di Ciampino, dov’è stata accompagnata dal viceministro Lapo Pistelli, dal premier italiano Matteo Renzi e dal ministro degli Esteri Federica Mogherini: Renzi ha dichiarato che “Oggi siamo felici di chiamarci Europa”, mentre Mogherini ha affermato che “E’ una grande gioia: abbiamo seguito il caso fin da prima che fosse resa nota la condanna e grazie al grande lavoro fatto da tanti, oggi possiamo accogliere Meriam a Roma. Ora Meriam ha bisogno di tranquillità con la sua famiglia”.

La famiglia Wani è stata poi accolta dal pontefice in Vaticano.