di Marco Paganelli

Un rapporto dell’European Leadership Network, che ha sede a Londra, ha affermato che lo scorso 3 marzo un volo di linea da Stoccolma a Roma della compagna scandinava Sas, con 132 passeggeri a bordo, è stato sfiorato da un velivolo da guerra russo a 50 chilometri a sud est della città di Malmö, in Svezia.

Il documento ha specificato che la collisione è stata evitata solo perché vi erano ottime condizioni di visibilità sottolineando inoltre che negli ultimi mesi si sono verificati una quarantina di episodi simili.

Secondo i media locali il fatto, accaduto in acque internazionali, è stato causato poiché il jet di Mosca è passato a soli 90 metri dall’aereo e non ha rivelato la sua posizione, ma fortunatamente è stato identificato dai radar e dalle autorità danesi evitando così una tragedia simile a quella avvenuta a luglio in Ucraina orientale.

La notizia, resa nota solo oggi, è destinata ad aumentare la tensione tra la Nato e il Cremlino dopo i recenti allarmi dell’Alleanza Atlantica circa i sorvoli, triplicati dall’inizio dell’anno rispetto a quello precedente, di numerosi Caccia russi senza adeguate autorizzazioni nei cieli dell’Unione Europea ma anche in quelli americani e canadesi.

L’Occidente ha chiesto ultimamente a Putin di evitare ulteriori provocazioni che gli analisti leggono come una sua risposta alla crisi ucraina e all’allargamento della Nato verso i confini del suo paese.