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Nell’incontro ieri a Berna tra il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, ed il suo collega svizzero, Didier Burkhalter, sì è parlato di evasione fiscale e di fondi di cittadini tedeschi portati nei forzieri elvetici: le trattative fra la Germania e la Svizzera si erano di fatto inceppate a causa della bocciatura da parte del Parlamento tedesco dell’accordo che si era trovato, ma oggi Berna ha voluto compiere un nuovo tentativo sul fronte dell’imposta liberatoria alla fonte.

Il proposito è quello di giungere ad un accordo del tipo Rubik, entrato in vigore con l’Austria e la Gran Bretagna, e Burkhalter ha dichiarato, in occasione della conferenza stampa congiunta, che “Se la Germania o l’Europa vogliono discuterne, siamo aperti”.

Westerwelle ha risposto in modo più prudente “Dobbiamo ancora vedere come si può andare avanti”, poiché, ha fatto capire, la Germania non può accontentarsi di “scoperte casuali”, come quelle rese possibili dai cd contenenti dati bancari rubati a banche elvetiche e acquistati da alcuni Laender.